Ergonomia: definizione e nuovi orizzonti

Scritto Ven, 09/05/2014 - 13:09 da Giacomo Bellotti

Nel precedente articolo abbiamo seguito Hywel Murrell nella ricerca di una prima definizione di ergonomia. Definizione che abbiamo scoperto essere profondamente limitata in virtù del suo indissolubile legame con la produzione industriale e l'ambiente lavorativo.

E' possibile rendersi conto, piuttosto semplicemente, di come le parole più frequentemente associate a questa disciplina siano "lavoro", "produzione", "performance", "maggior rendimento" e via dicendo.

La nostra vita, però, non è e non deve essere dominata dal lavoro.

2001 odissea nello spazio

La nascita dell'ergonomia?

Prima di arrivare al cuore di questo articolo, facciamo una piccola digressione per occuparci del nostro più lontano antenato, l'Australopithecus. Questi ominidi, fin dagli albori della civilità, si sono dovuti confrontare con un ambiente esterno ostile e pericoloso; il bisogno di interagire con la propria realtà si è inizialmente risolto attraverso l’uso di strumenti, perfezionatisi col presentarsi di nuove variabili e problemi da risolvere.

L'essere primitivo che per primo prese in mano un osso da usare come clava, compì un primo atto potenzialmente ergonomico!

E’ importante sottolineare, però, che l'ergonomia dei nostri giorni si differenzia dal concetto -per certi versi parallelo- di evoluzione. Quest'ultima, infatti, ricerca esclusivamente un miglioramento dell'efficacia ed efficienza della specie al fine di consentire un aumento del tasso di sopravvivenza.

E anche la vecchia definizione di ergonomia riprende questi aspetti declinandoli nell'ambiente lavorativo.

L'ergonomia nell'accezione più estesa e attuale, invece, espande questo concetto prendendo in considerazione variabili quali la sfera psicologica, il contesto sociale individuale e via discorrendo.

Definizione di ergonomia a cura di Ergonomista.it

I tempi sono cambiati, si affaccia quindi una nuova definizione di ergonomia che tiene conto dell'incredibile varietà di situazioni e problemi che ognuno di noi affronta quotidianamente:

 

L'ergonomia è la risposta dell'essere umano al bisogno di plasmare l'ambiente circostante in virtù di maggior efficacia, comodità ed estetica.

 

L’ergonomia è relativa e personale perché risponde a bisogni che dipendono dal particolare momento temporale, dal contesto sociale, dal nostro vissuto individuale, dalla conformazione fisica, dallo stato emotivo e dalle abitudini. L’ergonomia è qui ed ora!

L’ergonomia inoltre ricerca maggior comodità, efficacia ed estetica ma non necessariamente nelle stesse proporzioni. Uno solo di questi aspetti potrebbe prevalere sugli altri a seconda delle circostanze.

Ciascun individuo ricerca e percepisce differenti qualità negli strumenti e nei prodotti utilizzati. Lo strumento -mouse, trapano, seduta, pennello- che presenta la massima ergonomicità per il compito che stiamo svolgendo in questo preciso momento, potrebbe non essere adatto alla struttura corporea del nostro collega d'ufficio. Ancor meglio, lo stesso strumento potrebbe non essere più adatto per lo stesso e identico lavoro di qui ad un paio d'ore.

Cellulare della vecchia generazione

Meglio il vecchio o il nuovo?

Quando si parla di ergonomia la relatività e l'individualità sono determinanti e, nel contempo, bisogna tener sempre in maggior considerazione il contesto psicologico e sociale nel quale l'individuo agisce.

I cellulari di ultima generazione sono decisamente più voluminosi dei "colleghi" degli anni passati, quindi anche meno ergonomici secondo la vecchia definizione. Eppure tali dispositivi sono sempre più ricercati e diffusi in virtù della ricchezza di applicazioni e della connettività globale, caratteristiche che li trasformano in veri e propri strumenti sociali, capaci di soddisfare il bisogno personale e relativo di comunicare con gli altri a scapito della funzionalità fisica -in questo caso leggerezza e maneggevolezza- dello strumento stesso.

L’ergonomia, tipicamente umana, risponde insomma a richieste dell’anima. E l'estetica e la comodità sono categorie che soddisfano alcuni bisogni prettamente umani –autostima, riconoscimento sociale, conservazione del benessere psico-fisico, ecc.

L’ergonomia è quell’insieme di arte, scienza ed esperienza che permette all'uomo -oggi come ieri- di sollevarsi al di sopra delle bestie per raggiungere un più alto livello spirituale.

E' quella disciplina che, in sostanza, ci rende quello che siamo.

Ritratto di Giacomo Bellotti

Professionista sanitario e blogger 2.0.

Fin dagli inizi della sua carriera coniuga il lavoro in studio e sul campo con la diffusione di un nuovo concetto di benessere tramite articoli e conferenze.

Innamorato di uno stile di vita minimalista che si rifà alla scuola stoica, crede fermamente che ogni persona abbia dentro di sé tutto il necessario per poter essere felice.

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