(In)Evitabili conseguenze

Scritto Lun, 14/10/2013 - 14:50 da Giacomo Bellotti

Fin dai tempi più antichi l’uomo ha sempre apprezzato e ricercato il valore di una bella storia.

Fiabe, romanzi, favole e racconti rappresentano il desiderio di conoscere qualcosa di più di noi stessi, la volontà di affrontare le paure e formare il carattere.

A partire da Esopo, passando per “Le mille e una notte” e per “I miserabili”, per finire con Alessandro Baricco ed Umberto Eco, le storie rappresentano un tassello importante della formazione personale di ogni individuo.

In rispetto a questa gloriosa tradizione, vi presento Adam, il protagonista della nostra storia.

 

Silenzio in sala.

 Una serie di (in)evitabili conseguenze?

 

Buio.

E’ un buio giovedì mattina e Adam è in attesa di sentire il suono della sveglia.

Dopo 15 anni di lavoro non si ha più bisogno di sentire la sveglia per alzarsi, semplicemente sa quand’è il momento.

Questo giovedì mattina, però, è diverso perché Adam non ha chiuso occhio stanotte per via di quel fastidioso dolore sordo proprio sotto la nuca.

“No, è più verso la base del collo il fastidio. Forse.” si ripete Adam.

  

Fame.

Colazione a tavola con tutta la famiglia, due splendidi bambini e una bellissima moglie.

“Forse sono davvero l’uomo più fortunato del mondo e a volte non me ne rendo neanche conto”.

  

Traffico.

Immerso nel traffico sulla strada per andare al lavoro, Adam ripensa ai programmi del week-end.

“Meno male che è giovedì e che questo sabato partiremo per la montagna, ho proprio bisogno di fare un po’ di movimento e stare all’aria aperta”.

 

Lavoro, lavoro, lavoro.

La solita routine, confortante quanto noiosa. Quattro ore seduto al pc a mandare preventivi e fatture.

“Uhm, se solo non ci fosse questo dolore al collo…ma è sempre stata così scomoda questa sedia? Dovrei decidermi a cambiarla…”.

 

Pranzo.

Seduto al tavolo con i colleghi di lavoro, Adam vive i suoi 15 minuti di gloria.

“Scarto a destra e fingo un passaggio all’ala sinistra, carico il tiro e…BUM…rete” racconta concitato Adam.

Ha ben motivo di gioire, essendo il capocannoniere del campionato inter-aziendale.

 

Spirale.

Nuovamente al proprio posto di lavoro, nuovamente immerso nella routine, di nuovo quel fastidioso dolore.

“Oggi non vuole proprio andarsene via”.

  

Rivelazione.

“Dovrei iniziare a muovermi a piedi o in bicicletta, starei meglio e risparmierei tempo. Magari anche aggiungere un po’ di palestra oltre alle 2 ore di calcetto a settimana…

Tra l’altro ho letto su una ricerca che trascorriamo 3 anni e mezzo di vita immersi nel traffico, ma si può?”.

 

Home sweet home.

“Il fastidio al collo si è esteso alla parte bassa della schiena ma, per fortuna adesso posso riposarmi per un po’ in poltrona prima di cena.

Oggi non ce la faccio veramente più”.

 

DVD & pizza.

E’ giovedì e, come da tradizione, Adam e la sua famiglia si godono una pizza davanti a un buon film.

 

Buio.

“Dovrei fare qualcosa per cambiare in meglio la mia vita a partire proprio da questo problema alla cervicale, spero solo di riuscire a dormire.

Magari domani proverò a sentire qualcuno…”.

 


 

 

Arrivati a questo punto della nostra storia devo fare una confessione: Adam non è un personaggio inventato.

E’ una persona reale e proprio oggi gli ho parlato, anzi chiacchieriamo quasi tutti i giorni.

Adam è il tuo collega d’ufficio, il tuo capo, ma è anche la parrucchiera del centro, è quel signore in fila davanti a te alle poste, in un certo senso anch’io e te siamo Adam.

Adam è l’archetipo dell’uomo moderno, un individuo ben inserito in società, pieno di amici e conoscenze e storie da raccontare.

Adam però è infelice ma non nel senso classico del termine -accantoniamo la grigia immagine di Adam che fissa sconsolato i debiti e il mutuo della casa sul tavolo in cucina.

Adam è infelice per la mancata realizzazione delle sue piene potenzialità, perché sa che la sua vita potrebbe essere più piena e più soddisfacente.

Ma cosa significa per noi questa frase?

Significa che molte persone sono infelici o insoddisfatte non tanto per i problemi che hanno ma, piuttosto, per quello che desiderano e non riescono a raggiungere: una salute migliore, maggior tempo libero, più soldi, un po’ di giovinezza in più, successo nel lavoro e con gli amici.

Dal momento che alcuni parametri sono fuori dal nostro controllo, è importante focalizzarsi su quelli che possiamo migliorare. Ad esempio la salute e il benessere del corpo.

Quanti di noi soffrono di:

  • Dolore cervicale
  • Cattiva digestione
  • Sciatica
  • Mal di schiena
  • Mancanza di sonno
  • Ernia del disco
  • Cattiva circolazione
  • Pressione troppo alta o troppo bassa
  • Spondilolistesi
  • Stenosi
  • Tensioni muscolari
  • Formicolii agli arti superiori

 

Nei prossimi articoli analizzeremo le cause di molti di questi problemi e vedremo come non sia così difficile liberarsene. Restate in ascolto.

Ritratto di Giacomo Bellotti

Professionista sanitario e blogger 2.0.

Fin dagli inizi della sua carriera coniuga il lavoro in studio e sul campo con la diffusione di un nuovo concetto di benessere tramite articoli e conferenze.

Innamorato di uno stile di vita minimalista che si rifà alla scuola stoica, crede fermamente che ogni persona abbia dentro di sé tutto il necessario per poter essere felice.

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