Sayl by Herman Miller: la recensione di Ergonomista.it

Scritto Mar, 10/03/2015 - 10:04 da Marco Viola

Sayl by Herman Miller

una sedia 'ponte' verso il futuro

Sayl di Herman Miller è tra le poche sedute che, nel vasto panorama delle 'task chairs' (sedie operative per ufficio) ad elevati contenuti di innovazione e design, ha saputo eguagliare - in tempi recenti - il successo ultradecennale di un altro 'mostro sacro' del famoso produttore americano: l' iconica Aeron Chair

Tale successo, in termini commerciali e di rapida diffusione sul mercato globale, si spiega solo in parte con il fatto che Sayl abbia un costo accessibile a molti (pari a circa un terzo della più anziana e rinomata sorella Aeron): pare infatti che in pochi anni di vita, Sayl abbia eguagliato e superato il numero di Aeron prodotte e vendute in un paio di decenni (numeri comunque importanti: basti pensare che Aeron è tuttora tra le sedie più diffuse e conosciute negli uffici delle aziende americane).

Aeron chair, 1994                 Sayl chair, 2010

                                  Aeron chair , 1994                                                                           Sayl chair , 2010                                                                                

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La fortuna di Sayl è quella di esprimere, a partire da un'ispirazione originale e inconsueta per una sedia (le tensostrutture dei grandi ponti sospesi), una sintesi riuscitissima di vari aspetti, decisivi nei contesti operativi odierni.

Innovazione, tecnologia, leggerezza, compattezza e ridotta impronta ambientale: sono doti che, unitamente ad un design impeccabile e di grande personalità, fanno di Sayl un nuovo riferimento di seduta per gli anni a venire. 

Yves Béhar, il designer

Yves Béhar è il fondatore di Fuseproject ("dedicato all’esperienza emotiva dei marchi attraverso il racconto"), un riferimento sulla scena odierna del design internazionale, con dozzine di progetti realizzati nelle più svariate discipline.

Béhar esplora il mondo del design sin dall’infanzia trascorsa in Svizzera. Cresciuto in una casa con una doppia cultura, è stato influenzato dai Paesi di provenienza della madre e del padre, (rispettivamente, Germania dell’Est e Turchia). 

Come designer relativamente giovane, si è già costruito una notevole carriera. Laureatosi presso l’Art Center College of Design, ha iniziato a lavorare con clienti del settore high tech della Silicon Valley come Apple e Hewlett Packard, passando infine al settore dello sport, dell’abbigliamento, della tecnologia e dell'arredo.

Uno degli innumerevoli articoli scritti su Béhar lo ha definito "il designer multidisciplinare della nostra epoca". 

 "Sono convinto che lo scopo del design non sia solo quello di mostrarci il futuro, ma di portarci il futuro", afferma il designer.

"Quando lavoro con i clienti, la mia filosofia consiste nel comunicare con loro con le emozioni tramite idee e contenuti, piuttosto che con lo stile", dice Béhar. "L’aspetto estetico è meno importante; lo sono di più le conversazioni costruttive in cui le persone concordano in termini di approccio e direzione".

La sua collaborazione con Herman Miller è nata grazie a una di queste conversazioni. Ammiratore di Charles e Ray Eames, Béhar aveva deciso di fare, anche lui, qualcosa per l’azienda. "Il design è al centro della cultura di Herman Miller", afferma Béhar. "Così, un giorno, ho alzato la cornetta, ho chiamato l'azienda e ho detto: lavoriamo insieme". Quattro anni dopo, Herman Miller ha presentato i suoi due prodotti di illuminazione incredibilmente innovativi, Leaf e Ardea.

Per quanto riguarda il futuro, Béhar dice di essere contento di progettare prodotti per aziende “alla ricerca di innovazione, cambiamenti e trasformazione. Mi esalta la possibilità di collaborare con persone che desiderano muoversi verso il futuro e la prossima generazione".


Il 'concept' di Sayl 

L'ispirazione per Sayl è nata in modo inconsueto: osservando il Golden Gate Bridge di San Francisco, situato vicino allo studio di Yves Béhar, sede di Fuseproject.

L'aspetto, i concetti, la tecnologia che stanno dietro la tensostruttura di un grande ponte sospeso, sono stati riportati su una seduta: la 'torre' come supporto verticale, i 'cavi' in tensione per veicolare le forze, una 'campata' inferiore come basamento. 

Sayl concept

Il risultato è un prodotto leggero come una piuma, ultra-moderno, confortevole ed elegante, oltrechè estremamente rispettoso dell'ambiente.

All'inizio dei lavori, l' incarico di base era quello di creare una sedia con relativamente pochi materiali, a partire da un prezzo gestibile non altissimo.

Behar ha raggiunto brillantemente lo scopo: una sedia che fa di più con meno, in ogni senso. Più supporto con meno materiale; più comfort con meno regolazioni; un processo di produzione snello, che rende la sedia accessibile e conveniente. Questo è un esempio di design molto intelligente, ed efficiente.

Sul sito di Herman Miller trovate un'interessante pagina, LiveUnframed , dove sono raccolti i video e le immagini riguardanti tutto il processo progettuale e produttivo di Sayl, dal concept iniziale fino alla definitiva distribuzione sui mercati.

Com'è fatta e come funziona 

'Do more, with less' (fare di più con meno): questo è il principio ispiratore di Sayl.

L'elemento che cattura l'attenzione, al primo impatto visivo di Sayl, è sicuramente lo schienale. Nell'immaginazione del designer, il grande supporto posteriore dello schienale a forma di Y (molto visibile e riconoscibile nell'insieme) è la torre, il sostegno di un grande ponte sospeso (Béhar ha tratto la sua ispirazione dal Golden Gate Bridge di San Francisco): riportato a scala della seduta esso regge , in due unici punti, il lato superiore dello schienale (ancorato alla base ad una struttura curva, posta dietro al sedile). Nella vista laterale dello schienale stesso troviamo l'altro elemento ispiratore del design: le barche (a vela) che ogni giorno, a centinaia, navigano sotto il ponte. Da qui il nome della seduta, Sayl (da 'to sail', navigare).

Sayl torre Y

Questa soluzione rende possibile un'altra caratteristica innovativa di Sayl: lo schienale non ha un telaio perimetrale strutturale rigido, ma è sostenuto in alto solo dal supporto a Y. Nella maggior parte delle sedute operative con schienale 'leggero' (molto diffuse negli ultimi anni), sia esso in membrana elasticizzata, o in rete (mesh) di diversi materiali, è quasi sempre presente una struttura rigida sul perimetro, a delimitare tale materiale elastico: cosa che qui non avviene.

Sayl vista frontaleSayl vista posterioreSayl vista laterale

Per lo schienale di Sayl è stato utilizzato un materiale flessibile e semirigido, di apposita concezione: un elastomero (di consistenza gommosa), con cui è costruito un reticolo caratteristico, le cui singole celle sono di forma leggermente diversa, una dall'altra (sistema a 'sospensione intelligente 3D').

Yves Béhar, presentando le innovazioni di questa seduta, conferma che il maggiore sforzo progettuale e tecnologico è stato riservato, da Herman Miller, proprio allo schienale. Il design del reticolo, che suggerisce visivamente la tensione e la trasmissione delle forze propria di una tensostruttura, funzionalmente conferisce una maggior rigidità e consistenza nelle zone dove serve maggior supporto (all'altezza del torace e zona lombare), mentre rimane più morbido nelle altre zone periferiche (in alto e lateralmente), per assecondare ogni movimento del busto (anche una decisa torsione laterale). Sono state fatte numerose prove di disegno del reticolo, come viene documentato nella pagina di LiveUnframed, alla fine è risultato vincente il design più essenziale e 'geometrico', che garantisce le migliori prestazioni. 

Supporto ed elasticità sono dunque assicurate al contempo, nel modo più semplice ed efficace. Lo schienale è inoltre conformato in modo da essere piuttosto stretto nella parte superiore (per non limitare la libertà di movimento), mentre è largo, comodo e avvolgente in basso, dove serve contenimento e sostegno. La sensazione da seduti, da questo punto di vista, è molto comoda e piacevole: lo schienale aderisce e ci sostiene perfettamente, a livello sacrale-lombare.

Il sedile di Sayl è altrettanto studiato per il maggior comfort : lo schiumato del cuscino è sagomato ergonomicamente (tramite processo di iniezione a freddo) e sui bordi  presenta un profilo 'svasato', in modo che non sia percepibile il bordo rigido a contatto con la parte inferiore della coscia, a tutto vantaggio del benessere e della circolazione periferica. Il sedile è anche proporzionato con una certa ampiezza (rispetto alla 'taglia' complessiva della sedia), in modo da offrire comodità anche alle persone con corporatura più robusta.

I braccioli sono disegnati a forma di T asimmetrica, con profilo completamente stondato e privo di spigoli, e con una profondità tale da non arrecare alcuna interferenza con il bordo della scrivania. Sono regolabili in altezza, tramite semplice estrazione, con multibloccaggio in posizione desiderata. Sulla parte superiore, sono rifiniti con materiale gommoso morbido, il che fornisce una sensazione piacevole al tatto, in appoggio. La consistenza più morbida rende inoltre il bordo deformabile, in modo da alleggerire l'eventuale 'impatto' col piano di lavoro. I braccioli sono inoltre opzionabili con regolazione in larghezza, profondità e rotazione verso l'interno/esterno, in modo da fornire una regolazione personale e ottimale dell'appoggio.

La vista inferiore della seduta mostra chiaramente l'impostazione costruttiva: strutture stampate di materiale plastico, molto resistenti e di ottima qualità, a bassa impronta ambientale e facili da disassemblare per l'avvio al riciclaggio. Viene dunque confermato il principio dell'uso di minor materiale, con minor peso, per ottenere migliori funzionalità.

 Herman Miller Sayl braccioli Herman Miller Sayl sotto sedile

Comandi e regolazioni

Sayl, pur nella apparente compattezza e semplicità di insieme, è dotata di molteplici possibilità di regolazione dinamica, sulla base del tipo di utilizzatore e delle sue preferenze operative.

I comandi sono sostanzialmente i seguenti:

Herman Miller Sayl regolazione

-sul lato destro: una leva, che serve per la regolazione in altezza del sedile (con il solito sistema a pressione e rilascio), e una comoda manopola, con funzione di regolazione della resistenza all' inclinazione dello schienale (in senso orario aumentiamo la tensione, in senso antiorario la diminuiamo, iclinandoci con minor sforzo)

-sul lato sinistro: una leva 'sdoppiata' (con 2 funzionalità), nella parte posteriore il comando per la regolazione dell'arco di inclinazione (posizione di bloccaggio verticale, oppure iclinazione

-dietro lo schienale: il supporto lombare (fornito come optional) si regola a semplice scorrimento, posizionandolo all'altezza preferita; dato il particolare tipo di schienale, di cui Sayl è dotata, notiamo che la presenza di questo elemento non aggiunge molto (ci è parso più che sufficiente, infatti, il supporto fornito dalla tensione dell'elastomero dello schienale, in zona lombare). 

Per maggiore chiarezza sulle regolazioni di Sayl è utile guardare il video appositamente dedicato da Herman Miller, che illustra dettagliatamente i 'comandi' della seduta, le posizioni corrette, e quelle da evitare, mentre siamo seduti. 

Ecologia e dematerializzazione 

Come abbiamo già detto, il progetto Sayl nasce con lo scopo di utilizzare la minor quantità e il minor numero di materiali diversi, per una seduta di questo tipo, mantenendo un alto standard prestazionale.

Ciò produce due effetti importanti: rispetto per l'ambiente (minor emissione di anidride carbonica nel processo produttivo) e maggiore accessibilità della seduta per tutti, dato il minor costo finale.

La base del sedile ArcSpan, la struttura dei braccioli e il telaio con meccanismo tilt sono fusi in un’unica parte resistente che riduce il contenuto di materiali della seduta e il suo "peso" visivo. La struttura con tower a Y è scolpita e scavata per ottenere la massima resistenza con la minore quantità di materiali. I comandi sono chiari e tattili. Altro elemento importante è rappresentato dal fatto che sono stati rifiniti fino a ottenere una forma essenziale. 

Le sedute Sayl sono prodotte in tre continenti (America, Europa e Asia) per ridurre le distanze tra fabbrica e acquirente. Vengono consegnate pronte per l’assemblaggio (non sono necessari strumenti) in scatole di dimensioni dimezzate per creare minori quantità di rifiuti. 

I prodotti Sayl, infine, non contengono PVC e sono riciclabili per il 93%

Configurazioni e finiture

La famiglia di prodotti Sayl comprende, oltre alla più conosciuta versione su ruote 'task chair', le sedute fisse per attesa/visitatore, nelle versioni 4 gambe e slitta oscillante fissa, che riprendono soprattutto l'idea innovativa dello schienale, con una struttura di base più semplice e tradizionale.

Sayl family

Per quanto riguarda la possibilità di personalizzazione , pur essendo Sayl un prodotto relativamente economico (per una seduta di livello qualitativo medio alto), la gamma di possibilità è piuttosto ampia (come avviene per ogni altro prodotto Herman Miller) sia per quanto riguarda le caratteristiche funzionali, che i dettagli puramente estetici.

Si può quindi scegliere, ad esempio: se avere o meno i braccioli, che possono essere fissi, con regolazione in altezza o completa (larghezza, profondità e rotazione); la regolazione in profondità del sedile ; il meccanismo per la limitazione del 'tilt' in avanti, con eventuale regolazione dell'angolo di inclinazione del sedile; il rivestimento aggiuntivo dello schienale, che rende Sayl più simile ad una seduta 'normale' (dal momento che lo schienale reticolare è un carattere così distintivo); il supporto lombare regolabile; il tipo di ruote (dure o morbide).

Dal punto di vista estetico le scelte sono numerose : tipo e colore del rivestimento del sedile, colore del materiale reticolare (suspension) dello schienale, colore dell'eventuale rivestimento dello schienale, colore della struttura e dell'  'Y tower', materiale (plastico o metallico) e colore del basamento, colore della parte superiore (armpad) dei braccioli.

Qui potete trovare il configuratore completo fornito da Herman Miller, che permette di 'vestire' la seduta secondo le personali preferenze.

 Sayl colors 3

Sayl colors 2Sayl colors 1

 

Il prezzo di Sayl

Lo scopo progettuale di Sayl, come abbiamo visto, era quello di arrivare ad una seduta bella, innovativa e performante, ma che allo stesso tempo fosse accessibile a tutti.

E tale traguardo è stato raggiunto, se consideriamo che Sayl, nella versione su ruote di configurazione più semplice, è reperibile ad un costo di circa 450 Euro al pubblico. 

Il prezzo appare del tutto competitivo e interessante, se consideriamo alcuni aspetti :

- si tratta di un prodotto Herman Miller, quindi assolutamente qualitativo e curato: la più nota 'sorella maggiore', Aeron, costa 3 volte tanto (nelle configurazioni più economiche)! Sayl è però decisamente più giovane e leggera, ben si adatta ai contesti lavorativi dinamici attuali

- molti prodotti con cui Sayl può confrontarsi, nella stessa fascia di prezzo, non hanno sicuramente gli stessi contenuti, in termini di design e innovazione

- la completezza delle dotazioni opzionali e le possibilità di personalizzazione sono spesso riservate a prodotti di fascia di prezzo superiore

- la solidità dei materiali e della meccanica nel tempo, allontana il momento di 'fine vita' della seduta, rendendo l'acquisto economico in prospettiva

Ecco perchè Sayl si rivela un ottimo investimento, in termini di qualità-immagine-prezzo.

Certificazioni e riconoscimenti

Sayl vanta alcune importanti certificazioni, a riconoscimento del livello raggiunto in termini di qualità assoluta e sostenibilità ambientale. 

- 'Level 3' certification

- Greenguard Certified

- Greenguard Gold

- Cradle to Cradle Certified Silver

A questo link si trova il documento che riassume le caratteristiche di Sayl dal punto di vista della sostenibiltà ambientale, per tutto il ciclo di vita del prodotto (processo produttivo e riciclaggio dei materiali).

Per quanto riguarda il design, Sayl ha conseguito ad oggi numerosi premi e riconoscimenti, ne citiamo alcuni (informazioni tratte dal sito ufficiale HM):

 Recensioni Varier Variable

 

Ritratto di Marco Viola

Architetto, laureato presso Politecnico di Torino nel 1995, da allora si occupa di arredamento per interni, nel settore specifico dell' ufficio. 

Per natura sensibile agli equilibri (e distorsioni) nella relazione tra attività umane ed ambiente in cui si svolgono, è interessato a tematiche di ergonomia pura.  

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